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scalfari - Eugenio Scalfari

Tempo di lettura: 3 h e mezzo
Le domande di un laico alla ricerca del senso della vita, in un libro che chiude un percorso introspettivo dell'Autore, che inizia con "Incontro con Io" ed arriva dopo altri 5 libri. Alla partita della vita partecipano "Eros, il Signore dei desideri, Narciso, l'amore verso di sé, il Caso, la fatalità, Edipo, la trasgressione. E infine la Morte". Ed il nostro io che durante il proprio cammino si fa sedurre dall’uno piuttosto che dall’altro, oppure rimane condizionato dal Caso, fino all’incontro finale con la morte.
"Le partite sono diverse una dall'altra perché l'io è sempre diverso e non solo: lo stesso io si modifica col passare del tempo, non è mai lo stesso e questo è il fascino della consapevolezza: che tu giochi e al tempo stesso ti vedi giocare"
"Le altre specie viventi soddisfano i loro istinti primari e i bisogni che ne derivano. Sono bisogni e istinti ripetitivi, coatti. I nostri no. I nostri evolvono, sono creativi e questo è il dono che ci fa la morte ad ogni istante, mentre segue implacabilmente la nostra partita… L'arte, la letteratura, la musica, la poesia; più in generale le creatività fanno parte delle armi che abbiamo per combattere la morte… La fede in una vita d'oltretomba è l'esigenza più consolatoria che vi sia ed ha l'aspetto positivo di stimolare l'amore verso gli altri oltre che verso se stessi."
"La fantasia di cui è dotato l'uomo gli ha consentito di inventarsi Dio e al tempo stesso Lucifero. E poiché è lui ad averli inventati, si è concesso anche la libertà di scegliere fra di loro; scegliere di volta in volta, mai per sempre.”
Il motivo per cui Ulisse rinuncia all’immortalità offertagli da Circe e Calipso risiede proprio in questo: “Odisseo sa che l’Immortale è ripetitivo, la sua potenza è ripetitiva, da questo punto di vista più simile all’animale che all’uomo. Come “l’Ulisse di Dante ricorda ai suoi compagni dell’ultimo viaggio senza ritorno: “fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza”. Questa è la motivazione e chi a questo riesce ad arrivare ha vinto la partita della vita”

La leggerezza del poco - Emiko Katō

Tempo di lettura: 2 h
Prima del lockdown, mi ha incuriosito il titolo e l'ho preso in biblioteca. Non ho letto i due precedenti di quest'autrice giapponese, ma il libro contiene spunti interessanti, che ci fanno riflettere sulla società del consumismo e sullo stile di vita da seguire per avere una vita piena, appagante.
"... la tradizione giapponese basata sulla semplicità, che deve richiamare una decorosa povertà...Noi giapponesi dai tempi antichi fino a oggi, siamo sempre stati alla ricerca di una vita semplice e abbiamo messo in pratica questo concetto trasformandolo in un requisito essenziale per gli oggetti di qualità. Il culmine della decorosa povertà è il non possedere nulla. In questa condizione il tempo scorre in modo pieno: esiste un lusso più grande? Eppure oggi questo concetto non ci è più così familiare.
Dunque, qual è la ricchezza del non possedere nulla? Lo spirito. La ricchezza dello spirito significa avere sentimenti positivi e un'immaginazione ricca, che scaturiscono anche se non si possiede nulla"
"La mancanza di premura nei confronti degli altri è povertà di spirito...E' lo stesso quando non riusciamo a dimostrare riconoscenza per le azioni altrui e finiamo in qualche modo per calpestare quel sentimento. Anche l'eccessiva inclinazione a volere emergere sugli altri è data dalla povertà di spirito. Così come il fare tutto quello che fanno gli altri… Aumentare il senso del bello conoscendo sempre più noi stessi, senza farci influenzare dalla società basata sull’economia, circondarci di cose autentiche e ampliare le relazioni di reciproco rispetto: ecco come costruire un’esistenza e una vita quotidiana di qualità”

La ragazza del treno - Paula Hawkins

Tempo di lettura: 6 ore e mezzo.
Uno dei casi editoriali degli ultimi anni, e non è difficile capirne il perché. Lo schema narrativo è quello adottato anche in un film di successo, "Il capitale umano", ovvero del racconto di un medesimo evento da parte di più persone. Da una storia in apparenza insignificante, quella di Rachel, una ragazza senza vita sociale che prende il treno ogni mattina per Londra osservando quel che accade dal finestrino, Paula Hawkins costruisce un racconto che cresce in suspence e interesse, pagina dopo pagina, in una vicenda sempre più inestricabile e piena di colpi di scena.
"Tutti i progetti che avevo, al momento di intraprenderli sul serio mi sono sembrati futili, come se stessi giocando alla vita reale, anziché viverla veramente. Dovrei trovarmi qualcosa da fare, che abbia davvero importanza. Non mi basta fare soltanto la moglie. Non so come facciano le altre: il tutto si riduce ad "aspettare". E se non ci riesci, ti guardi intorno e cerchi delle distrazioni"
"Non pretendere che io abbia la testa sulle spalle. Non posso. Non con te"
"Mi sento il cuore in gola, batte fortissimo: è una sensazione molto sgradevole. Ho la bocca secca, non riesco a deglutire. ... Mi copro le mani con la mano e premo le palpebre per allontanare il mal di testa. ... C'è qualcosa che non va. Per un attimo, mi sembra di precipitare, come se il letto fosse scomparso e non mi sostenesse più. Ieri sera è successo qualcosa. Respiro a fondo e mi tiro su, ma mi muovo troppo in fretta: il cuore batte impazzito, la testa pulsa. Aspetto che mi torni la memoria. A volte ci mette un po', altre non torna affatto."
"Rivedo la scena, mi sembra di sentire le parole, poi però il ricordo scivola via. Non riesco a trattenerlo. Ogni volta che ho l'impressione di averlo riacciuffato, si dilegua nell'ombra, fuori dalla mia portata."

Morti ma senza esagerare - Fabio Bartolomei

Tempo di lettura: 2 ore
Fabio Bartolomei è un autore decisamente interessante, ed ho voluto rendermi conto con quali esiti riuscisse a cimentarsi anche in una short story.
In questa affronta il tema del rapporto fra genitori e figli, del distacco dopo la morte, del tempo necessario per elaborare il lutto, con la consueta leggerezza ed ironia.
"La vita è una nobile vecchia e bizzosa che si compiace dei propri capricci ...
La mazzata è indossare la sua vestaglia per sentirne il profumo e per illudersi in un rimasuglio di calore. E' frugare fra le sue cose, come tra le macerie, in cerca di brandelli di lei ...
Quella che mi è capitata è una seconda opportunità, l'ultima per dire ai miei tutto ciò che non ho detto, e la sto sprecando in cerca di risposte inutili. C'è stato un momento ben preciso in cui ho smesso di parlare con loro. Un momento in cui li ho sentiti vecchi, incapaci di capire i miei tormenti da adolescente. Meglio gli amici, che avevano sempre una frase fatta pronta per ogni eventualità ... Loro invece mi guardavano, mi sorridevano, mi sfioravano, e dicevano banalità proprio per farmi capire che tutto ciò che c'era da sapere era in quegli sguardi ed in quella vicinanza. E negli esempi ripetuti, giorno dopo giorno, affinché ci mettessi del mio per apprendere come ci si nutre, come ci si difende, come si sopravvive. Una logica primitiva, da branco, di cui solo ora colgo l'elevatezza"

Il club dei matematici solitari del prof. Odifreddi - a cura di Piergiorgio Odifreddi

Tempo di lettura stimato 4 ore e mezzo
Odifreddi mi ha sempre affascinato, lo trovo una mente non banale. Per questo ho acquistato e tentato di leggere questo libro, che è un'apologia della matematica e delle sue infinite applicazioni. Non sono riuscito a finirlo, perché è apprezzabile a mio avviso solo da appassionati della matematica.
"Alcuni matematici sono uccelli, altri sono rane. Gli uccelli volano alto nell'aria e scrutano le vaste distese della matematica, fino all'orizzonte. Prediligono i concetti che unificano i nostri modi di pensare, e partendo da punti diversi del paesaggio riuniscono una molteplicità di problemi. Invece le rane vivono nel fango e vedono solo i fiori che crescono nei pressi. Preferiscono osservare i singoli oggetti nei loro minuti particolari e risolvono i problemi uno alla volta... La matematica è insieme grande arte e grande scienza, perché unisce la generalità dei concetti alla profondità delle strutture. Il mondo della matematica è vasto e profondo al tempo stesso, e per esplorarlo serve che uccelli e rane sappiano lavorare insieme"

Psicosoluzioni - Giorgio Nardone

Tempo di lettura stimato: 3 ore
Nardone mi piace, ed ho voluto provare a leggere questo libro, dal titolo interessante, che promette di svelare come risolvere disturbi psichici e comportamentali mediante soluzioni solo apparentemente semplici. Non ce l'ho fatta a finirlo, è noioso e ripetitivo.
Una delusione, ma proverò con altri titoli dello stesso autore

[6]: La ragazza che doveva morire - David Lagercrantz

Tempo di lettura: 9 ore
Un amico e collega, Enrico, con cui ci scambiamo i consigli sui libri da leggere, mi ha prestato questo libro, l'ultimo (?) capitolo della saga di Millenium. Intrighi, spionaggio, depistaggi, giornalismo d'assalto, ma anche vendette familiari e rimorsi ruotano intorno alla scomparsa, apparentemente insignificante, di un barbone a Stoccolma. Ancora una volta, le mie aspettative non sono rimaste deluse: Stieg Larsson può riposare tranquillo, la trama è semplicemente fantastica, soprattutto per chi ha letto i 5 precedenti. Per chi piace il genere, è imperdibile

R: Che cosa strana è il mondo - Jean d'Ormesson

Tempo di lettura: 5 ore
Grazie ad Alfio Minissale per averlo segnalato e recensito. Jean d'Ormesson è un personaggio che si fa fatica a ridurre in una definizione: intellettuale,scrittore, filosofo, curioso della vita forse è quella che mi sembra più calzante.
In questo libro si pone, le domande che ci poniamo ormai dalla notte dei secoli, " ... da dove veniamo, dove andiamo e cosa facciamo su questa Terra".
Lo fa in modo molto originale, con l'espediente del racconto della vita fin dagli inizi sino ai giorni nostri, che chiama "il filo del labirinto", continuamente raffrontato a proprie riflessioni che chiama "Il sogno del Vecchio".
Ecco un mini distillato delle sue riflessioni.

"Vivere, è prima di tutto morire. .... E viviamo solo per morire. Ma vivere è anche avere il potere di trasmettere agli altri, con una sorta di magia che gli uomini chiamano l'amore e in cui si mescolano orgoglio, piacere, caso e tutti i meccanismi più rigorosi della necessità, questa vita che ci sfugge. La morte e l'amore sono le due facce inseparabili della vita"
“Ciò che gli uomini non capiscono lo mettono sul conto delle potenze a cui danno il nome di Dio. ... Si direbbe che una delle attività principali dell'umanità è quella di inventare le religioni. … Dio, il più delle volte, va a braccetto con la cultura, con la bellezza, con il denaro e con la violenza”
“Sembra che il mondo, regolato con così tanto rigore per proseguire la sua corsa dalla notte dei tempi, sia anche costruito, da sé stesso o dall’esterno, per rimanere un enigma. Così meravigliosamente articolato fra l’infinitamente piccolo e l’infinitamente grande, con gli atomi ed i fotoni, con i batteri, con le galassie, con le stelle da cui proviene, adattato come per miracolo all’universo sconfinato, non credo che il pensiero degli uomini sarà mai capace di risolvere questo enigma. … Per andare il più possibile lontano in questo enigma abbiamo una sola risorsa, il nostro pensiero. E un solo strumento: la scienza”
“La vita è bella. Le accade di essere crudele. Ma, alla fine, è bella. E, in qualunque modo sia, per un motivo o per un altro, per una specie di miracolo, ci siamo attaccati. … E, così lunga, spesso interminabile, improvvisamente è corta. E’ finita, se ne va”

La principessa di ghiaccio - Camilla Lackberg

Tempo di lettura: 10 ore
Cari amici lettori, il mio primo poliziesco! Per questo genere ho scelto il debutto di Camilla Lackberg, poi divenuta scrittrice molto apprezzata. L'ambientazione è in Svezia, in un paesino turistico sulla costa occidentale, dove l'autrice intreccia abilmente vicende del lontano passato con accadimenti recenti. Molto scorrevole, con personaggi che sembra di conoscere da tempo, e ciascuno custodisce un segreto ...
P.S. Complimenti a Matilde Palandri per essere una lettrice infaticabile, e grazie per le recensioni. Ho già selezionato alcuni titoli interessanti fra quelli da lei segnalati

Che la festa cominci - Niccolò Ammaniti

Tempo di lettura: 7 ore e mezzo
Lo so, ho riletto Ammaniti, perché è uno scrittore che mi affascina, con le sue storie sgangherate. Si cimenta, a mio avviso con profitto, con la scrittura creativa, anche se in questo caso la trama è al limite dell'inverosimile. Ma i personaggi, con tutte le loro debolezze (parecchie) e virtù (poche) restano impressi nella memoria.
"La cultura è un fuoco che non si può spegnere e riaccendere con un fiammifero. Va preservata, mantenuta alta, alimentata. E tutti gli scrittori, e tra questi mi ci metto anch'io, hanno il dovere di non dimenticarsi mai di quel fuoco".
"Intanto era totalmente idiota e Fabrizio adorava le donne idiote ... Il segreto era non scoltarle quando attaccavano a parlare dei massimi sistemi. Uno dei difetti principali delle donne idiote è una innata tendenza all'astrazione, a discutere di sentimenti, carattere, senso della vita, oroscopo. E generalmente sono del tutto prive di senso pratico e ironia. Quindi non stanno lì a criticare ogni stronzata che fai. Nella vita di tutti i giorni sono gestibili"

La profezia di Celestino - James Redfield

Tempo di lettura: 7 ore stimato
Ci sono libri che ti appassionano sin dalla prima pagina, e libri che non riesci a finirli neanche se ti pagano.
Questo è uno di quelli, io sono scoppiato alla Seconda Illuminazione, su nove.
Ma in quel poco che ho letto, qualcosa da salvare c'è: "... quando due persone pretendono troppo, e ognuno dei due si aspetta che l'altro viva per forza nel suo mondo affiancandolo in tutte le sue attività, si scatena inevitabilmente un conflitto di personalità"

Virus - Clive Cussler

Tempo di lettura: 8 ore
Questo vuol essere il mio omaggio a Clive Cussler, scomparso il 24 febbraio 2020.
E poi il titolo fa rimanere in tema con la triste attualità del Coronavirus.
Cussler ha un piacevolissimo stile di scrittura, anche se il genere dell'eroe americano come Dirk Pitt non è il mio.
Ma per chi ama i romanzi d'avventura, Cussler è una tappa obbligata

La biblioteca dei morti - Glenn Cooper

Tempo di Lettura: 10 ore
Adesso che abbiamo più tempo a disposizione, chi ha la fortuna di avere qualche libro in casa può dedicarsi alla lettura. Questa è una storia che affonda le sue radici nella notte dei tempi, nell’VIII secolo D.C. in una sperduta abbazia britannica. Ad un agente dell’FBI ormai prossimo alla pensione nonostante la giovane età e con il vizio dell’alcol, viene affidato un caso singolare, apparentemente insolubile. Ma tutto ha una sua logica, anche se sembra impossibile che …
Che romanzo d’esordio per Glenn Cooper, a cui poi ne faranno seguito altri tre

Oriana Fallaci intervista Oriana Fallaci

Tempo di lettura: 2 ore e mezzo
Prossima alla morte, Oriana Fallaci decide di usare l'espediente dell'autointervista per parlare a 360° delle sue esperienze e lasciarci il suo testamento morale.
È un libro politicamente datato, ma ancora attuale. Fra le esperienze più toccanti e simboliche, quella della madre, signora molto educata, che si avventa su una donna che infieriva su prigionieri in catene in tempo di guerra.
Oriana ci insegna anche a non rassegnarsi ai soprusi ed a ribellarsi per evitare che nuovi fondamentalismi prendano il sopravvento, e ci invita a riflettere sul significato ed il potere simbolico della bandiera tricolore, affissa da Oriana al balcone come simbolo di democrazia e libertà. "La democrazia bisogna conquistarsela, e per conquistarsela bisogna volerla. Per volerla bisogna capire cos'è. … Le masse mussulmane capiscono la teocrazia e basta. E la teocrazia non insegna a ragionare, a scegliere, a decidere il proprio destino. Insegna a subire, a ubbidire, a servire un Dio che è un padrone assoluto." Per insegnarci il valore della libertà, cita Platone: "Quando un popolo divorato dalla sete di libertà si trova ad aver coppieri che gliene versano quanta ne vuole, fino ad ubriacarlo, accade che i governanti pronti ad esaudir le richieste dei sempre più esigenti sudditi vengano chiamati despoti. … Accade che il padre impaurito finisca col trattare i figli come suoi pari e non è più rispettato, che il maestro non osi rimproverare gli scolari e che questi si faccian beffe di lui, che i giovani pretendano gli stessi diritti dei vecchi e per non sembrar troppo severi i vecchi li accontentino. In tale clima di libertà, e in nome della medesima, non v'è più rispetto e riguardo per nessuno. E in mezzo a tanta licenza nasce, si sviluppa, una mala pianta: la tirannia."
“ … la vecchiaia è una bellissima età. L’età d’oro della Vita. Non tanto perché l’alternativa è morire senza conoscere il lusso di quel privilegio, quanto perché è la stagione della libertà. Da giovane credevo di essere libera, ma non lo ero. Mi preoccupavo del futuro, mi lasciavo influenzare da un mucchio di cose o persone, e in pratica non facevo che ubbidire. … Da adulta credevo di essere libera, ma non lo ero. Mi preoccupavo ancora del futuro, mi lasciavo condizionare dai giudizi malevoli, temevo le conseguenze delle mie scelte …
Inoltre la vecchiaia è bellissima perché da vecchi si capisce ciò che da giovani e perfino da adulti non s’era capito. Perché con le esperienze, le informazioni, i ragionamenti che abbiamo accumulato, tutto s’è fatto chiaro. O molto più chiaro. Alcuni chiamano questo saggezza …”

Ti prendo e ti porto via - Niccolò Ammaniti

Tempo di lettura: 8 ore
Niccolò Ammaniti è una piacevole scoperta, ha la capacità di immaginare storie originali, al limite del grottesco che, quasi magicamente, poi convergono verso un medesimo orizzonte, senza che per questo la struttura complessiva del libro ne risenta. Ed anche i personaggi complementari sono ben descritti ed intriganti. Qui un dodicenne sfigato, segretamente innamorato dell'amica del cuore incrocia il suo destino con quello di un playboy de noantri che fa ritorno a casa, anch'esso originario dello stesso paesino maremmano.
"Io non credo molto all'inconscio ed alla psicologia, credo che ognuno è quello che fa".
Se lo iniziate, lo finirete, questo è sicuro

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