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Che cosa strana è il mondo
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Ormesson, Jean : d'

Che cosa strana è il mondo

Firenze : Barbès, 2011

Abstract: Che cos'è la vita, da dove viene? L'esistenza ha un senso o è una parentesi tra due nulla? Soprattutto: perchè c'è qualcosa invece di niente? Sono le domande che l'uomo si pone dalla sua origine. Nel corso dei secoli canoni e tradizioni legati alla contemplazione della natura, con il contributo della scienza ma anche dell'arte, della filosofia, della spiritualità, hanno provato a rispondere. Con sguardi ed esiti inattesi. Ora, il nostro tempo corre un rischio: quello del riduzionismo e della tecnica come sola via per la spiegazione e l'approccio ai fenomeni, del pensiero unico nell'avvicinamento alla scena della natura. Dunque è come un'inattesa riapertura, un gesto di liberazione questo libro di Jean d'Ormesson. Scrittore e saggista, già direttore di Le Figaro e membro dell'Académie Française, al centro di un vero e proprio caso editoriale, Oltralpe, con questo volume. Un saggio che, con naturalezza, da Omero ad Einstein, dai Presocratici alla teoria dei quanti, dalla vita di Alcibiade alle teorie di Newton e Darwin, si presenta come una provocazione gentile, riprendendo un approccio olistico alla storia dell'uomo e del pensiero, senza tracciare confini netti. Oltre ogni steccato e preclusione, alla ricerca ancora di un sapere come tessuto misto; c'è una cultura della scienza da riguadagnare e da consegnare al grande pubblico senza il filtro dell'Accademia.

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Ero curioso di leggere qualcosa di questo autore. Questo libro mi ha appassionato e mi è piaciuto al punto di leggerlo tutto d'un fiato e senza interruzioni. Mi è sembrato di rileggere "Pensieri" di Blaise Pascal". In futuro, se ne avessi tempo, lo acquisterei e lo porrei accanto al letto per le mie meditazioni. Molto istruttivo e "poetico".

Leonardo Gai
111 posts

Tempo di lettura: 5 ore
Grazie ad Alfio Minissale per averlo segnalato e recensito. Jean d'Ormesson è un personaggio che si fa fatica a ridurre in una definizione: intellettuale,scrittore, filosofo, curioso della vita forse è quella che mi sembra più calzante.
In questo libro si pone, le domande che ci poniamo ormai dalla notte dei secoli, " ... da dove veniamo, dove andiamo e cosa facciamo su questa Terra".
Lo fa in modo molto originale, con l'espediente del racconto della vita fin dagli inizi sino ai giorni nostri, che chiama "il filo del labirinto", continuamente raffrontato a proprie riflessioni che chiama "Il sogno del Vecchio".
Ecco un mini distillato delle sue riflessioni.

"Vivere, è prima di tutto morire. .... E viviamo solo per morire. Ma vivere è anche avere il potere di trasmettere agli altri, con una sorta di magia che gli uomini chiamano l'amore e in cui si mescolano orgoglio, piacere, caso e tutti i meccanismi più rigorosi della necessità, questa vita che ci sfugge. La morte e l'amore sono le due facce inseparabili della vita"
“Ciò che gli uomini non capiscono lo mettono sul conto delle potenze a cui danno il nome di Dio. ... Si direbbe che una delle attività principali dell'umanità è quella di inventare le religioni. … Dio, il più delle volte, va a braccetto con la cultura, con la bellezza, con il denaro e con la violenza”
“Sembra che il mondo, regolato con così tanto rigore per proseguire la sua corsa dalla notte dei tempi, sia anche costruito, da sé stesso o dall’esterno, per rimanere un enigma. Così meravigliosamente articolato fra l’infinitamente piccolo e l’infinitamente grande, con gli atomi ed i fotoni, con i batteri, con le galassie, con le stelle da cui proviene, adattato come per miracolo all’universo sconfinato, non credo che il pensiero degli uomini sarà mai capace di risolvere questo enigma. … Per andare il più possibile lontano in questo enigma abbiamo una sola risorsa, il nostro pensiero. E un solo strumento: la scienza”
“La vita è bella. Le accade di essere crudele. Ma, alla fine, è bella. E, in qualunque modo sia, per un motivo o per un altro, per una specie di miracolo, ci siamo attaccati. … E, così lunga, spesso interminabile, improvvisamente è corta. E’ finita, se ne va”

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