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Gli ultimi messaggi del Forum

Una musica lontana - Roberta Ciuffi

Un libro veloce e decisamente piacevole per i
Miei gusti. Le storie di famiglia i fantasmi raccontato in modo leggero s accattivante.
Un luogo non cambia Nino come l'Inghilterra ma il confine italiano con la Francia.
Leggetelo e fatemi sapere

R: Che cosa strana è il mondo - Jean d'Ormesson

Tempo di lettura: 5 ore
Grazie ad Alfio Minissale per averlo segnalato e recensito. Jean d'Ormesson è un personaggio che si fa fatica a ridurre in una definizione: intellettuale,scrittore, filosofo, curioso della vita forse è quella che mi sembra più calzante.
In questo libro si pone, le domande che ci poniamo ormai dalla notte dei secoli, " ... da dove veniamo, dove andiamo e cosa facciamo su questa Terra".
Lo fa in modo molto originale, con l'espediente del racconto della vita fin dagli inizi sino ai giorni nostri, che chiama "il filo del labirinto", continuamente raffrontato a proprie riflessioni che chiama "Il sogno del Vecchio".
Ecco un mini distillato delle sue riflessioni.

"Vivere, è prima di tutto morire. .... E viviamo solo per morire. Ma vivere è anche avere il potere di trasmettere agli altri, con una sorta di magia che gli uomini chiamano l'amore e in cui si mescolano orgoglio, piacere, caso e tutti i meccanismi più rigorosi della necessità, questa vita che ci sfugge. La morte e l'amore sono le due facce inseparabili della vita"
“Ciò che gli uomini non capiscono lo mettono sul conto delle potenze a cui danno il nome di Dio. ... Si direbbe che una delle attività principali dell'umanità è quella di inventare le religioni. … Dio, il più delle volte, va a braccetto con la cultura, con la bellezza, con il denaro e con la violenza”
“Sembra che il mondo, regolato con così tanto rigore per proseguire la sua corsa dalla notte dei tempi, sia anche costruito, da sé stesso o dall’esterno, per rimanere un enigma. Così meravigliosamente articolato fra l’infinitamente piccolo e l’infinitamente grande, con gli atomi ed i fotoni, con i batteri, con le galassie, con le stelle da cui proviene, adattato come per miracolo all’universo sconfinato, non credo che il pensiero degli uomini sarà mai capace di risolvere questo enigma. … Per andare il più possibile lontano in questo enigma abbiamo una sola risorsa, il nostro pensiero. E un solo strumento: la scienza”
“La vita è bella. Le accade di essere crudele. Ma, alla fine, è bella. E, in qualunque modo sia, per un motivo o per un altro, per una specie di miracolo, ci siamo attaccati. … E, così lunga, spesso interminabile, improvvisamente è corta. E’ finita, se ne va”

La principessa di ghiaccio - Camilla Lackberg

Tempo di lettura: 10 ore
Cari amici lettori, il mio primo poliziesco! Per questo genere ho scelto il debutto di Camilla Lackberg, poi divenuta scrittrice molto apprezzata. L'ambientazione è in Svezia, in un paesino turistico sulla costa occidentale, dove l'autrice intreccia abilmente vicende del lontano passato con accadimenti recenti. Molto scorrevole, con personaggi che sembra di conoscere da tempo, e ciascuno custodisce un segreto ...
P.S. Complimenti a Matilde Palandri per essere una lettrice infaticabile, e grazie per le recensioni. Ho già selezionato alcuni titoli interessanti fra quelli da lei segnalati

L'ultimo branco selvaggio - Piers Torday

"No. Devo smetterla. Non siamo in un cartone animato. Lo scarafaggio non ha due grandi occhi, e nemmeno un cappello e non sta cantando una canzoncina. È solo un insetto sopra la mia mano. Eppure lo posso sentire. Sta cercando di parlarmi. Lo scarafaggio agita con impazienza le antenne, prima che entrambi siamo avvolti dall’ombra. L’ombra è quella di un guardiano che incombe su di noi, che mi afferra per il colletto con mano pesante facendomi alzare, mentre lo scarafaggio cade per terra e scappa di corsa verso il canale di scolo. Si ferma sul bordo, mi guarda un’ultima volta e si tuffa nel buco senza dire più niente. Cosa mi passava per la testa? Gli scarafaggi non possono parlare. Nemmeno io posso parlare. Non è cambiato niente. È a questo punto che il guardiano pronuncia le parole che nessun ragazzo a Spectrum Hall vorrebbe mai sentire: <<Dal Dottore. Subito>>."

In un mondo dove gli animali non esistono più, colpiti da una misteriosa epidemia “degli occhi rossi”, gli uomini vivono nelle città e si nutrono soltanto di preparati in scatola a causa dell'impossibilità di coltivare qualsiasi alimento commestibile. Kester, dodici anni, vive a Spectrum Hall, un istituto per ragazzi difficili, dove è stato portato dopo aver smesso di parlare in seguito alla morte di sua madre. Kester non ha notizie del padre da tempo e vive seguendo le regole della scuola, senza scambiare una parola con nessuno... fino al giorno in cui si accorge che qualcuno o qualcosa sta comunicando con lui. È uno scarafaggio, col quale il ragazzo riesce a comunicare.
Il ragazzo scopre di essere in grado di parlare con gli animali e saranno proprio loro – in particolare scarafaggi e piccioni – a portarlo via da Spectrum Hall e a mostrargli l'ultimo branco di animali ancora in vita. Quegli animali hanno scelto Kester perché li aiuti a sconfiggere il virus che li minaccia.
E chi, meglio del padre veterinario, potrebbe avere le risposte alle domande che Kester si pone? Non sarà facile trovare il padre scomparso e, contemporaneamente, fuggire da temibili sterminatori.
Tra corse in groppa a un grande cervo e incontri con animali mai visti, Kester vivrà un'avventura indimenticabile, immerso in un mondo naturale del quale aveva dimenticato il fascino selvaggio.
"L’ultimo branco selvaggio" di Piers Torday racconta la storia di un ragazzo che vive in una realtà in cui l'uomo teme il contatto con la natura, che considera portatrice di malattie mortali. Sarà Kester, bruscamente portato a entrare in contatto con cervi, lupi, piccioni e altri animali, a capire che è la natura la prima ad essere in pericolo.

Versi - Domizio Bonacchi

Segnalo che l'autore della recensione non è Pietro ma Piero Saielli, di cui ci sono due libri alla Forteguerriana. Correggete altrimenti nelle ricerche non viene fuori.

La figlia del guardiano - Jerry Spinelli

"Scoprii che potevamo parlare. Non litigare. Non discutere. Solo parlare. E ridere. Parlare e ridere così tanto che le nostre cene durarono sempre di più. Non riuscivo a stare zitta. Non ridemmo mai tanto quanto quel giorno in cui blaterai senza sosta sull'agonia di dover decidere tra due ragazzi che mi piacevano. Mio padre alla fine si mise le mani sulle orecchie e disse: <<Dov'è quel trattamento del silenzio quando mi serve?>>."

Cammie è un’adolescente e vive in prigione, non perché è una reclusa, bensì perché suo padre è il direttore del carcere di Two Mills, in Pennsylvania. Ora che le vacanze estive sono iniziate, la ragazzina può dedicarsi al suo passatempo preferito, conversare con le detenute durante la loro ora d’aria. Le detenute la adorano e lei ha una missione da compiere: trovarsi una madre tra quelle donne che stanno scontando una pena nell’ala femminile.
La madre di Cammie è morta quando lei era piccolissima, lei non ne ha memoria, ma ogni giorno che passa ne sente sempre più la mancanza; vuole una mamma che la rimproveri, che le dica di sparecchiare la tavola, che le faccia la treccia, tutte cose che adesso fa Eloda, la detenuta ammessa nell’appartamento del direttore come domestica. Eloda si prende cura della casa e di Cammie, è di poche parole e mantiene le distanze da quella adolescente che spesso intende provocarla, lasciando la cucina in disordine, fumando una sigaretta, urlandole in faccia che è soltanto una cameriera. Eloda non è divertente e chiacchierona come Boo Boo, la criminale dalle unghie dipinte di rosso che le racconta le storie della sua vita.
Né Boo Boo né Eloda prenderanno il posto di sua madre, ma entrambe la aiuteranno ad affrontare il dolore che si porta dentro e che le impedisce di essere felice. Solo accettando l’assenza di sua mamma, Cammie potrà vivere la leggerezza dei suoi dodici anni, con gli alti e bassi tipici di quell’età, e riscoprire il rapporto con il padre, che ogni tanto riesce addirittura a essere fantastico.
"La figlia del guardiano" di Jerry Spinelli racconta con ironia e delicatezza la storia di un’adolescente in crescita nonostante la mancanza della madre e un legame con il padre tutto da costruire.

I figli del lupo - Paul Dowswell

"Mentre gli passavano accanto, in realtà l'ex SS non notò gli altri perché il suo sguardo era stato attratto dal ragazzo biondo con l'espressione impenetrabile e determinata. Lo sconosciuto la riconobbe immediatamente e conosceva il suo significato. L'aveva scorta sul viso dei ragazzi inviati al fronte verso la fine della guerra. Era il viso di quelli che definiva "al cento per cento". Sapeva che avrebbe potuto sempre contare su ragazzi così."

Berlino, estate 1945. Il regime nazista è appena caduto, la città è in mano all'Armata Rossa ed è ridotta a un cumulo di macerie. Gli abitanti, vestiti di stracci, vagano in cerca di qualcosa da mangiare e sono disposti a tutto pur di accaparrarsi anche soltanto un pezzo di formaggio. In un tale scenario, un gruppo di ragazzi rimasti senza genitori in seguito ai bombardamenti vivono nei sotterranei di un ospedale. Sono Otto e suo fratello Ulrich, Helene, i gemelli Klaus ed Erich.
La loro principale occupazione è procurarsi del cibo, rubandolo o barattandolo con ciò che riescono a vendere ai soldati o agli altri berlinesi.
Sopravvivere è molto difficile, è rischioso fidarsi di chi si dimostra gentile senza un secondo fine. Mentre Otto ed Helene rischiano la vita esplorando le rovine di case e negozi, Klaus ed Erich si perdono dietro al gioco pericoloso di far saltare in aria ordigni inesplosi, Ulrich sogna la rinascita della Germania nazista e, quando incontrerà Ernst, un soldato tedesco, crederà di aver trovato qualcuno che la pensa come lui.
Ma chi è veramente Ernst? Perché si dimostra interessato a Ulrich? E il dottore che salverà la vita a Otto, davvero offrirà il proprio aiuto senza chiedere niente in cambio?
In una storia in cui i cattivi sono ovunque e i buoni hanno un atteggiamento così ambiguo da far dubitare della loro sincerità, fatti realmente accaduti si intrecciano ad eventi e personaggi inventati, in un susseguirsi di colpi di scena e momenti drammatici che rendono difficile pensare a un lieto fine.
"I figli del lupo" di Paul Dowswell parte da un momento significativo della storia – la caduta del Terzo Reich – per narrare la vita di chi si ritrova a vivere nella Berlino bombardata e occupata dai soldati russi e americani. La Storia con la S maiuscola si mescola alla quotidianità di adulti e ragazzi che cercano di vivere la propria vita nonostante tutto.

Celestiale - Francesca Bonafini

Maddalena ha dodici anni, un debole per i cantanti portoghesi e per le patatine fritte e una gran cotta per Fabrizio Fiorini, che per lei è talmente bello da essere “celestiale”. Un giorno, i due si mettono insieme e il loro essere fidanzati si misura nel parlare del più e del meno in attesa dell'autobus, a due metri di distanza l'uno dall'altra e senza scambiarsi nemmeno un bacio.
Maddalena ha un fratello, Ivano detto Lama, che passa le sue giornate al bar a giocare a biliardo e bere birra - a scuola non va più da quando il mitico professor Zarri è stato trasferito.
Ha delle amiche del cuore, la Dani e la Vale, che la fanno ridere quando Fabrizio la lascia, senza spiegazioni, un attimo prima di salire sull'autobus per andare al liceo. Che tragedia, mollata dal fidanzato, dal ragazzo più celestiale che ci sia. Mentre Maddalena si consuma nella nostalgia di quell’amore bruscamente interrotto e Fabrizio si rende conto di essere stato un vero stupido a lasciarla, ma non trova il coraggio per parlarle, Ivano rimette piede a scuola e scopre che non è poi così male stare in classe. Nel frattempo, Maddalena legge i Canti di Giacomo Leopardi e guarda l’amore con occhi diversi, domandandosi come fare a togliersi dalla testa il pensiero fisso per il suo Fabrizio, talmente fisso nella sua mente da non permetterle di entusiasmarsi nemmeno per l’aver vinto dieci gelati gratis.
Per fortuna la vita riserva continue sorprese e anche i momenti più difficili possono trasformarsi in qualcosa di diverso, grazie alla parola giusta detta al momento giusto, al libro giusto letto al momento giusto, o a un bel murale che dipinge la primavera su un muro talmente brutto da essere, fino a quel momento, ignorato da tutti.
"Celestiale" di Francesca Bonafini racconta di Maddalena, Fabrizio e Ivano e del loro vivere l'amore al massimo, nonostante il mondo che li circonda sembri indifferente al loro “dramma”. Si disperano per amore, Maddalena non si dà pace per aver perso il suo fidanzato celestiale, Fabrizio non sa spiegarsi come possa avere così tante lacrime da versare, Ivano corre a chiedere scusa alla ragazza che ama con un libro di Leopardi sotto braccio... e non si può non sorridere, perché, come dicono i protagonisti, la verità è che non c'è niente di più saporito dell'amore.

La ladra di sguardi - Sarah Carroll

"E' strano. So che una volta vivevo per strada ma, anche se passo tutti i santi giorni a guardare la città, non riconosco mai niente. Però ricordo tutto. I vicoli e i portoni e le lattine dibirra e le urla e i nascondigli e la fame e il freddo e le notti piene di paura.
Ma non è sempre stato così. Si stava tanto bene. Prima che finisse tanto male."

Com'è vivere per strada chiedendo spiccioli ai passanti? Lo racconta la protagonista della Ladra di sguardi, romanzo di Sarah Carroll in cui una bambina narra la sua vita da vagabonda dietro a una madre alcolizzata. Lei non si ricorda come tutto è iniziato... un giorno abitavano a casa di nonna e il giorno dopo la mamma l'ha presa e l'ha portata via, senza spiegazioni, iniziando a girovagare senza una meta, con una sola preoccupazione, sfuggire ai controlli per evitare che mamma e figlia venissero divise.
Le giornate trascorse sedute sui gradini nel tentativo di racimolare qualche soldo per comprare da mangiare, le notti passate in rifugi improvvisati, talvolta in compagnia di personaggi inquietanti con i quali la mamma condivide il bisogno di bere e dei quali la bambina non si fida. Non era meglio rimanere a casa della nonna? Bisogna andare avanti, così dice la mamma. E andare avanti può significare anche occupare abusivamente un mulino abbandonato e ricominciare a vivere lì, in quel posto, nel quale la bambina deve stare nascosta, senza farsi vedere da nessuno, mentre la mamma esce promettendo, ogni volta, che tornerà.
Nelle ore trascorse da sola, la bambina fa amicizia con il Guardiano, un barbone che vive lì vicino e che ha lo sguardo malinconico, come se avesse un segreto che lo tormenta... non avrà a che fare con quella strana presenza – un fantasma? - che la bambina sente aggirarsi nel mulino, ma che non riesce a vedere? Il Guardiano le parla di Rose, sua figlia, che non è più con lui da tanto tempo. Poi un giorno uomini con caschi e giacchetti gialli entrano nel mulino, mettono la zona in sicurezza, dicono che demoliranno tutto per costruirci negozi e appartamenti. Questa volta sarà davvero il momento di andare avanti. E la bambina capirà perché la mamma non è più tornata. E perché quegli uomini l'hanno guardata, ma non l'hanno vista, come se fosse invisibile.

Nella "Ladra di sguardi" è la protagonista della storia a raccontare la propria vita, le emozioni, le paure, le curiosità di bambina. Non ha un nome, è solo “la” bambina e narra una storia importante, con un finale inaspettato.

Continua a camminare - Gabriele Clima

"E parlerei ancora quando arriva il pullman che mi deve riportare a casa. Posso restare, nonno? Vorrei chiedergli, posso restare qui? Posso nascondermi da qualche parte, magari dentro il melograno, così metto radici come lui, che arrivano alla casa e l'abbracciano per quanto è larga e fonda, e sarà impossibile venire a sradicarmi e portarmi via?
E invece arriva il pullman, e devo salutare il nonno perché non ho radici come il meograno per restare."

Nella Siria devastata dalla guerra, due adolescenti, Salìm e Fatma, si mettono in viaggio.
Salìm si lascia coinvolgere nella realizzazione di un progetto del fratello Abèd tanto affascinante quanto rischioso: recuperare i libri sepolti sotto le macerie delle abitazioni bombardate e allestire una biblioteca, perché i libri possano fermare la guerra, al posto delle armi.
Fatma si trasferisce con i suoi a Raqqa, perché lì, le dicono, c'è un'ottima scuola di Corano. E Fatma cambia città senza fare domande, anzi è molto felice, perché il suo adorato fratello Khalid le rivela che là è custodito il regalo che lui le ha preparato per il compleanno.
Quando Abèd morirà sotto le bombe, Salìm e suo padre si incammineranno attraverso il deserto, decisi a raggiungere l'Europa. Con un libro in mano, il ragazzino troverà accoglienza in un campo profughi.
In quello stesso campo di accoglienza si trova Fatma, c'è arrivata dopo aver eseguito un ordine di suo fratello – continua a camminare – e aver attraversato il deserto con una cintura d'esplosivo nascosta sotto il vestito.
Fatma e Salìm si incontreranno e il ragazzo le proporrà di riprendere il cammino assieme a lui. Allora? Le chiederà, aspettando una risposta. Perché non si può smettere di camminare, qualunque sia la meta.

"Continua a camminare" di Gabriele Clima racconta la storia di chi si mette in viaggio per sfuggire alla guerra, o per eseguire un ordine e andare incontro a un destino che non comprende.
Andare, comunque sia, è un modo per aprirsi a nuove possibilità di vita e guardare al futuro da prospettive diverse.

Tutt'altro che tipico - Nora Raleigh Baskin

"<<Jason>>. La voce di mio padre è più forte, più energica.
<<Non sei nei guai e non sono arrabbiato con te>>.
Arrabbiato.
In inglese, mad.
Triste.
In inglese, sad.
Papà.
In inglese, dad.
E' una famiglia di parole. Come gatto, matto, tatto.
Devi solo cambiare una lettera e tutta la parola cambia.
Come le persone. Vorrei tanto cambiare una lettera e rendere tutto migliore."

Jason ha dodici anni ed è stato certificato come autistico. Non gli piacciono i posti affollati, non vuole che gli altri lo tocchino, se qualcosa lo fa agitare inizia a sfarfallare le mani vicino al viso e a volte finisce per tirarsi i capelli. Sa di essere diverso dai normotipici, cioè da chi non è autistico, ma si rende conto che anche i cosiddetti normali hanno le loro particolarità e vede che non è facile rapportarsi con gli altri, perché spesso non esprimono i loro sentimenti e pensieri con sincerità. Per questo evita di guardare chi gli parla, così non rischia di essere tradito da false espressioni facciali.
E preferisce scrivere, piuttosto che parlare. Giocare con le parole, metterle nero su bianco e inventare storie per poi postarle su Storyboard, un sito di narrativa per aspiranti scrittori. Mentre a scuola deve fare i conti con i compagni che lo prendono in giro e con gli insegnanti che per aiutarlo peggiorano soltanto la situazione, su Storyboard non deve avere paura delle reazioni altrui, anzi, si sente libero di stringere amicizia con una ragazza che si firma come Phoenixbird e che dice di apprezzare molto i suoi racconti.
Jason si innamorerà di Phoenixbird, ma quando scoprirà che anche lei andrà al raduno degli autori di Storyboard, andrà nel panico: e se, vedendolo, lei non vorrà più essere sua amica? L’incontro tra i due ci sarà e con grande sorpresa di Jason, quando Phoenixbird lo guarderà non vedrà niente di atipico. Cosa accadrà in seguito non lo sappiamo, la storia di Jason ha un finale aperto, come quello dei racconti che ama inventare.

Baciare fare dire - Alberto Pellai

“Io, lui, loro: uomini in un mondo di uomini. E di donne. Un mondo che ha le sue regole: alcune mio figlio le conosce, altre le ignora, e per i suoi amici fa lo stesso. Alcune regole lo renderanno un grande uomo. Altre, invece, rischiano di farlo diventare un uomo piccolo piccolo, e dunque vale la pena di parlarne.”
Alberto Pellai

Qual è il segreto che fa di un adolescente un uomo vero? Non ci sono segreti e nemmeno scorciatoie per diventare grandi in fretta e senza difficoltà. Come per le ragazze, anche per i ragazzi l’adolescenza è un’età complicata, un periodo in cui gli adulti si aspettano che i giovani si comportino in un certo modo, secondo stereotipi di genere ancora fortemente radicati. E così un ragazzo non sa fino a che punto può esprimere liberamente le proprie emozioni o sognare per sé un futuro diverso da quello pensato per lui dai genitori.
Chi l’ha detto che un ragazzo, un uomo, non possono emozionarsi e devono comportarsi da eroi, che non possono sognare di diventare ballerini di danza classica, che devono pensare alle ragazze e alle donne come a oggetti da possedere?

“Baciare fare dire” di Alberto Pellai è un libro per adolescenti, nel quale l’autore alterna il racconto della propria esperienza personale di padre di un adolescente alle testimonianze dei ragazzi intervistati, che hanno espresso il proprio pensiero sui temi legati al significato di “essere maschi”. Perché tra i ragazzi ci sono i bulli? Perché i videogiochi piacciono più ai ragazzi che alle ragazze? Ti piace il tuo aspetto fisico? Perché sempre più ragazzi sono attratti dalla pornografia?
Queste e altre domande sono lo spunto per riflettere sugli atteggiamenti degli adolescenti, attingendo ad esperienze di vita vissuta e a canzoni e film che trattano il rapporto padre-figlio.

R: Dire fare baciare - Claudia De Lillo alias Elasti

“Questo è un libro per noi, troppo magre e troppo grasse, troppo alte e troppo basse, troppo chiare e troppo scure, troppo e troppo poco, insomma praticamente perfette. Tutte sulla stessa barca, o astronave, alla conquista dell'universo.”
Claudia De Lillo

Se ti chiedessero: vorresti essere un maschio invece che una femmina? Cosa risponderesti? Sì, perché per i maschi vivere è più semplice? Oppure no, perché è troppo divertente essere femmina?
L’adolescenza è un’età complicata in cui non si è più bambine, ma non si è ancora donne e allora tutto diventa un problema, l’immagine che lo specchio riflette non ci appartiene, nessuno ci capisce, non sappiamo cosa vogliamo fare da grandi.
In nostro fisico non ci piace, le nostre mamme sono le peggiori, i ragazzi sono più interessati al calcio che all’amore… ogni cosa sembra andare storta anche quando non è così, perché essere adolescenti significa sognare, immaginarsi adulti, pensare che da grandi tutto sarà migliore.

“Dire fare baciare” di Claudia De Lillo è un libro per “ragazze alla conquista del mondo” dove l’autrice alterna i ricordi di quando era una ragazza alle impressioni raccolte intervistando le adolescenti di oggi, giovani tra gli 11 e i 16 anni che hanno detto la loro sui temi più disparati, dal sesso alla politica, dal bullismo alle vacanze estive, e hanno raccontato come vivono il rapporto con il proprio corpo che cambia, con la scuola, con i ragazzi, con le amiche. Tanti modi diversi di vedere il mondo, tante ragazze diverse, tutte in viaggio, alla conquista del mondo.