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Gli ultimi messaggi del Forum

Lo scarabeo d'oro - Edgar Allan Poe

Due racconti (short stories) imperdibili usciti dalla penna del maestro della suspence per antonomasia, Edgar Allan Poe. Che si leggono in un quarto d’ora al massimo ciascuno.

Il signor G. - di Gustavo Roldán

Al Signor G il merito di aver intuito la poesia del mondo, di aver avuto sia il coraggio di tentare e di pensare diversamente dalla massa, sia la costanza per non essersi dato pace finché non ha raggiunto il suo obiettivo.

Nessuno. L'Odissea raccontata ai lettori d'oggi - Luciano De Crescenzo

Volete leggere la più affascinante avventura di tutti i tempi? E perché no, magari raccontata e commentata da un grandissimo scrittore e filosofo? Ecco, questo è “Nessuno” di Luciano De Crescenzo. Vi farà innamorare di un testo che forse vi avrà fatto faticare al liceo, l’Odissea, ovvero il primo libro pubblicato in Occidente.
ULISSE
“Ma chi era Ulisse? A mio avviso l’unico vero uomo dei poemi omerici. Gli altri, diciamo la verità, erano solo dei Rambo, esaltati come eroi più per la loro prestanza fisica che non per quello che pensavano. Gli Achille e gli Aiace, tanto per fare dei nomi, erano bravi solo a menare mazzate e, in una società dove le mazzate contavano moltissimo, finivano con l’essere considerati simili agli Dei. Ulisse, invece, aveva tutti i pregi e tutti i difetti che un uomo deve avere: era coraggioso, bugiardo, amante dell’avventura, attaccato alla famiglia, e allo stesso tempo traditore, curioso, imbroglione, astuto, farabutto, intelligente e, come dicono i milanesi, cacciaballe. Per definirlo con una sola parola (greca) era un poly-...”

La ladra della primavera - Marina Fiorato

L'autrice prende spunto da un'improbabile caccia al tesoro in giro per l'Italia per fare un quadro storico della penisola sul finire del quindicesimo secolo. L'interpretazione della Primavera è originale, ma poco realistica. Il romanzo tutto sommato si legge bene, i personaggi sono discreti (quelli teoricamente reali alla fine sono di fantasia pure loro). La trama non sarebbe neanche male, se non fosse appunto piuttosto improbabile.

Lezioni di politica sociale

Cari amici lettori, un libro che rappresenta una pietra miliare del pensiero liberale, anzi libero.
Il libro che tutti i cittadini ed in particolar modo i politici dovrebbero leggere per aumentare la loro consapevolezza e comprensione della società in cui vivono.
E risulta anche molto utile per gli studenti, illustrando in modo semplice ed efficace concetti anche impegnativi, quali l’economia ed i suoi principi (come si formano i prezzi in un mercato, la legge dell’offerta e della domanda, se e quando è necessario che il legislatore intervenga per prevenire o eliminare i monopoli artificiali e come far sì che i monopoli naturali siano servizi pubblici, ecc.)

L’ECONOMIA
“La scienza economica non è una scienza di quel che deve essere – compito proprio della morale e della politica – ma di quel che è. Essa analizza quel che è scomponendolo nei suoi elementi essenziali, sì da trarne luce per illuminare gli effetti di eventuali proposte di riforma; ma il punto di partenza è sempre l’analisi di qualche aspetto della realtà”

IL GOVERNO D’IMPRESA
“L’impresa economica non può essere governata, se si vuole la sua persistenza, ossia se si vuole che non fallisca, per elezione a suffragio universale: ma richiede il governo monarchico o quello aristocratico di un corpo di uguali”

IL DOMINUS DEL MERCATO
“Il re del mondo economico, in un libero mercato, è il consumatore ed egli ha, ministro ubbidiente, esecutore fedele dei suoi ordini, il prezzo. … Le perdite e i fallimenti sono uno strumento per eliminare dal governo economico i ministri incapaci od infedeli ben più efficace dei plebisciti o delle votazioni parlamentari. La loro forza è lenta, ma inesorabile.”

ALTRE PILLOLE DI SAGGEZZA
“Bene massimo fra tutti in un paese è l’indipendenza della magistratura, sola garanzia di giustizia che è fondamento dei regni”

“La società ideale non è una società di gente uguale l’una all’altra; è composta di uomini diversi, i quali trovano nella diversità medesima i propri limiti reciproci. La società ideale si compone di gente che comanda e di gente che ubbidisce, di uomini al soldo altrui e di uomini indipendenti. … Non esiste una regola teorica la quale ci dica quando la diversità degenera nell’anarchia e quando l’uniformità è il prodromo della tirannia.”

“La libertà, che è esigenza dello spirito, che è ideale e dovere morale, non abbisogna di istituzioni giuridiche che la sanciscono e la proteggono … La libertà esiste, se esistono uomini liberi, muore se gli uomini hanno l’animo di servi. … Non dalla società la quale circonda l’uomo viene la libertà; ma dall’uomo stesso.

CONCLUSIONI
Con le parole di Einaudi: “Così pure possiamo e perciò dobbiamo far sì che il mercato utilizzi le sue buoni attitudini a governare la produzione e la distribuzione della ricchezza entro certi limiti, che noi consideriamo giusti e conformi ai nostri ideali di una società, nella quale tutti gli uomini abbiano la possibilità di sviluppare nel modo migliore le loro attitudini, e nella quale, pur non arrivando alla eguaglianza assoluta, compatibile solo con la vita dei formicai e degli alveari – che per gli uomini si chiamano tirannidi, dittature e regimi totalitari – non esistano diseguaglianze eccessive di fortune e di redditi. … Dobbiamo perciò cercare di essere uomini consapevoli, desiderosi di venire illuminati e di istruirci e dobbiamo, in una nobile gara, tendere verso l’alto. … Lo potremo se vorremo.”

Come smettere di farsi le seghe mentali e godersi la vita - Giulio Cesare Giacobbe

Dopo aver già apprezzato Giulio Cesare Giacobbe in “Alla ricerca delle coccole perdute”, ho voluto leggere anche il suo libro d’esordio. E’ un libro che risulta semplice, che si ispira nella sua modalità divulgativa al rasoio di Ockham, da lui citato peraltro (Frustra fit per plura quod fieri potest per pauciora – Non ci sono motivi per complicare ciò che è semplice). Spiega come si generano le seghe mentali, che poi portano alle nevrosi, e come liberarsene. “Infatti le seghe mentali non sono altro … che la riproduzione reiterata e automatica di pensieri portatori di una qualche tensione, cioè di sofferenza, generata da uno stato di paura, ossia di allarme nei confronti di qualcosa, che il nostro cervello ritiene pericoloso per la nostra incolumità, il più delle volte non reale ma simbolica.” Per superarle, come insegnava il Buddha, occorre aumentare la propria consapevolezza su ciò che facciamo, sulle persone che incontriamo, su ciò che ci circonda e … leggere questo libro!

Le luci di settembre - Carlos Ruiz Zafón

“La leggenda … dice che una sera, a fine estate, durante un ballo in maschera in paese, la gente vide una donna mascherata prendere una barca a vela nel porto e inoltrarsi in mare. Alcuni pensano che andasse a un appuntamento segreto con l'amante sull'isolotto del faro; altri, che fuggisse da un crimine inconfessabile...Eppure, mentre attraversava la baia, una terribile tempesta, scatenatasi all'improvviso, trascinò la barca contro le rocce, dove si sfracellò. La misteriosa donna senza volto annegò, o almeno il suo corpo non venne mai ritrovato. Qualche giorno dopo, la marea restituì la sua maschera … Da allora la gente dice che, durante gli ultimi giorni dell'estate, all'imbrunire, si possono vedere delle luci sull'isola ...” Carlos Ruiz Zafon, scrittore che ha esordito con libri per ragazzi, ci regala un'altra storia intrisa di luci ed ombre, magia, amore ed avventura. Un passo indietro rispetto all'”Ombra del vento”, ma comunque gradevole, per chi ama il genere fantasy.

Sagapò - Renzo Biasion

libro bellissimo, che hanno ricominciato a pubblicare .
Scritto da un pittore e le descrizioni , infatti, sono quadri.
Da leggere sicuramente

La bambina di Casa Winter - Carol O'Connell

L'inizio è veramente moscio, ci ho pensato su un po' prima di continuare la lettura. Nel finale e nella seconda parte in genere il libro migliora e fornisce elementi di interesse. Ma complessivamente non l'ho apprezzato molto, e nemmeno il personaggio principale di questa serie di Carol O' Connell, ovvero il detective Kathy Mallory.

Solo Flora - Stefania Bertola

“A quindici anni è ancora possibile scoprire dei sentimenti nuovi, mai provati prima. Ci avete mai fatto caso? Oltre ai basic che si conoscono da sempre, tipo amore paura rabbia noia ansia felicità, arrivano serpentine di sensazioni striscianti che ci sorprendono. La nostalgia, ad esempio, che Flora sperimenta con una certa violenza la prima sera nella sua nuova camera a casa di zia Limoncina.”

“Ma il problema di chi parlerà per primo trova una soluzione inaspettata: Martin schiaccia la sigaretta a metà contro un sasso (un gesto semplice, umano, senza niente di magico) , poi si gira verso Flora, la spinge contro il tronco del salice, e la bacia. E questo invece è un gesto semplice, umano, che ha troppo di magico.”

Flora è una ragazzina di quindici anni che vive a Genova con sua madre, fino a che non si ritrova a dover scegliere se seguire sua madre in Australia per il lavoro di biologa oppure trasferirsi a San Mirtillo, vicino al capoluogo Piemontese, dalla zia Maria Pia (zia Limo), per un anno. Flora non vuole assolutamente andare in Australia, perché lì sarebbe troppo lontana dal suo fidanzato Leo, che vive a Torino. Riesce quindi a convincere la madre a farsi trasferire a San Mirtillo dalla zia. Ma qui non sa cosa l’aspetta. Infatti trasferirsi là è come trasferirsi in un altro mondo, un mondo magico dove vivono i DP, cioè persone dotate di poteri magici, come fate, streghe, vampiri, gnomi, licantropi e folletti. Ma Flora è una ragazza normale, e fin da subito si trova a disagio e si sente diversa. Soprattutto nella nuova scuola, dove è l’unica a non riuscire a cambiarsi vestiti con uno schiocco di dita, per esempio. Dovrà riuscire quindi a non soccombere con solo l’uso della sua normalità. E questo non sarà per niente facile, in particolare essendosi fatta subito nemica Alibella, una fata bellissima ma perfida e ben poco amichevole, la quale fin da subito è convinta che Flora, la normal, voglia rubargli il suo fantastico e affascinante ragazzo, Martin, un vampiro. E su questo non ha tutti i torti visto che effettivamente qualcosa di magico tra i due c’è stato, ma non dobbiamo dimenticarci che entrambi sono fidanzatissimi, anche se questa situazione mette la protagonista non poco in crisi. Lei non sembra che abbia voglia di incasinarsi la vita con uno stregone spocchioso e per niente dolce e romantico come il suo Leo. Ma visto che tutto questo non basta, si metterà di mezzo pure “la grande saponata”, una bislacca divinazione del mondo dei DP, che la identifica come colei che dovrà salvare San Mirtillo dalla sparizione. E quindi dopo essere riuscita ad andarsene da San Mirtillo, e quindi essersi allontanata dal magico Martin, verrà ricatapultata in quel mondo fantastico, ma che lei odia, con una missione e la speranza di non rovinare tutto con Leo.
“Ma Flora ha un fiocco di neve tatuato sul polso e non si arrende mai”

Questo libro si apre con una dedica a persone incontrate nell’Ospedale infantile di Torino. E probabilmente l’autrice s’è basata molto sui loro racconti. E qui troviamo infatti gli amori adolescenziali, folli e incerti. C’è il cellulare sempre acceso. Priorità ben chiare nella vita (per esempio Leo è una priorità, l’Australia no). Vediamo come Flora sia una protagonista molto decisa, sceglie, e non aspetta che gli altri decidano per lei. La mescolanza dei due mondi, reale e magico, non si discosta poi tanto da come realmente vanno le cose per un adolescente, che spesso vede come surreale o illogica ogni pretesa o abitudine dei grandi. Ci fa riflettere inoltre su come affrontare i pregiudizi, le differenze, come invertire le parti. Sul fatto che i limiti esistono per tutti, ma si possono imparare ad usare i propri punti di forza per non farsi abbattere.

Recensione a cura di Federica Giampieri, Biblioteca Don Siro Butelli, Lamporecchio